Archivio perGiugno 20, 2009

The show must go on

The Show Must Go On è l’ultima traccia dell’album Innuendo (1991).

innuendo

Inizialmente si è pensato che questo brano fosse un testamento di Freddie Mercury, parlando del suo stato d’animo prima di morire, invece è una poesia triste e struggente nata dalla penna di Brian May.

Il video è un collage di concerti, videoclip e altri momenti della band.
È famosa anche per la sua incredibile difficoltà vocale, tanto che si è sempre creduto che solo Freddie Mercury avrebbe potuto cantarla, esprimendosi con limpidezza nella voce molto più di quanto non avesse fatto nelle altre canzoni dell’album.

“The Show Must Go On” viene cantata sempre dal gruppo al completo, anziché dal cantante solista: questo a dimostrazione che le note della stessa sono inarrivabili per qualunque cantante che si esibisca o canti da solo, tranne che per Freddie Mercury. Pur essendo stata soggetta a critiche, in Europa e in particolare in Italia, è la canzone dei Queen che viene più ascoltata, preceduta solo dalle celebri We Will Rock You e We Are The Champions, contenute nell’album News of the World.

Inoltre The Show Must Go On è una delle poche canzoni del repertorio dei Queen che raggiunse al momento dell’uscita una posizione più elevata nella classifica USA (n°2) rispetto a quella inglese (n°16).

Curiosità:)

Elton John cantò la canzone durante il The Freddie Mercury Tribute Concert dell’ aprile 1992, e successivamente il 17 gennaio del 1997, al Thèatre National de Chaillot, a Parigi, insieme ai Queen (vi era anche John Deacon, infatti questa è stata la sua ultima esibizione con la band); nel 1999 quest’ultima versione fu inserita nel Greatest Hits III.

Ecco le splendide parole…

Empty spaces – what are we living for
Abandoned places – I guess we know the score
On and on, does anybody know what we are looking for…
Another hero, another mindless crime
Behind the curtain, in the pantomime
Hold the line, does anybody want to take it anymore
The show must go on
The show must go on, yeah
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

Whatever happens, I’ll leave it all to chance
Another heartache, another failed romance
On and on, does anybody know what we are living for ?
I guess I’m learning (I’m learning learning learning)
I must be warmer now
I’ll soon be turning (turning turning turning)
Round the corner now
Outside the dawn is breaking
But inside in the dark I’m aching to be free
The show must go on
The show must go on, yeah yeah
Ooh, inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

Yeah yeah, whoa wo oh oh

My soul is painted like the wings of butterflies
Fairytales of yesterday will grow but never die
I can fly – my friends
The show must go on (go on, go on, go on) yeah yeah
The show must go on (go on, go on, go on)
I’ll face it with a grin
I’m never giving in
On – with the show

Ooh, I’ll top the bill, I’ll overkill
I have to find the will to carry on
On with the show
On with the show
The show – the show must go on
Go on, go on, go on, go on, go on
Go on, go on, go on, go on, go on
Go on, go on, go on, go on, go on
Go on, go on, go on, go on, go on
Go on, go on

… e il video!

Con questo brano concludo il capitolo Queen sperando di avervi dato notizie interessanti ed appassionanti.
Se secondo voi ho tralasciato qualcosa o preferireste approfondire qualche tematica parliamone! Attendo notizie eh :) !

Alla prossima.. ;)

Innuendo

Innuendo è una canzone dei Queen, la traccia iniziale dell’omonimo album (1991) che raggiunse la prima posizione negli UK.

innuendo

Il tema principale è scaturito da una jam session tra Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Freddie Mercury ha poi aggiunto la melodia e parte del testo, completato poi da Taylor.
La seconda parte della canzone contiene un assolo di chitarra flamenco (ad opera di Steve Howe, storico chitarrista degli Yes), seguito da un bridge di influenza classica e di nuovo da un assolo, questa volta eseguito dalla chitarra elettrica.

Un elaborato video-clip è stato creato per accompagnare il singolo, utilizzando figure di plastilina che richiamano l’artwork dell’album, riprese in stop-motion in un set che ricostruisce fedelmente un cinema in miniatura. I membri del gruppo appaiono invece sullo schermo del cinema, riprodotti con una tecnica di animazione che sfuttando spezzoni di video precedenti (come “The Miracle”, “Scandal”, “Breakthru”, “The Invisible Man”, “I Want It All”, e scene dal “Live at Wembley Stadium 1986″) rielabora l’immagine dei quattro secondo diversi stili: Freddie in quello di Leonardo Da Vinci; Brian in quello di Victor Higgins; Roger in quello di Jackson Pollock e infine John in quello di Pablo Picasso.
Grazie a questo video la compagnia di produzione DoRo (che ha prodotto anche i video di tutti gli altri singoli estratti dall’album Innuendo) ha vinto un Monitor Award per la categoria Best Achievement in Music Video.


(Per vederlo bisogna fare doppio click sul video e guardarlo da Youtube perchè non è possibile esportarlo dal sito).

I want to break free

I Want to Break Free è una canzone dei Queen tratta dall’album The Works del 1984.

works

È il secondo singolo rilasciato dal disco, scritta da John Deacon ed ha raggiunto il 3° posto in Uk, confermando il ritorno ad altissimi livelli della Band di Kensington.

Questa canzone è famosa soprattutto per il videoclip. La fidanzata di Roger Taylor consigliò ai componenti del gruppo di fare una parodia della soap opera inglese “Coronation Street”, indossando abiti rigorosamente da donna.
La band accettò l’idea e fu registrato questo mitico e famosissimo video, che creò però polemiche negli Stati Uniti, al punto che MTV lo censurò per 7 anni, e questo danneggiò in maniera evidente i rapporti tra il gruppo e i media americani.
Freddie Mercury dichiarò successivamente che la band non avrebbe più svolto un concerto in USA.

Una piccola curiosità…
In Sud America il popolo fece diventare questa canzone il proprio inno di libertà. Durante Il concerto Rock in Rio, Mercury si travestì da donna come nel video musicale e venne accolto con fischi dal pubblico; dopo qualche strofa si accorse che qualcosa non andava: il pubblico iniziò a lanciargli oggetti vari! Decise allora di togliersi il travestimento.
Tutto ciò avvenne perché il gruppo non era a conoscenza dell’importanza di questa canzone per il popolo Sud Americano che aveva intrpretato il gesto
(involontario) di Mercury come una presa in giro.

Radio Ga Ga

Radio Ga Ga, pubblicata sull’album The Works nel 1984, è scritta da Roger Taylor, ed è ispirata ad alcune parole pronunciate dal figlio piccolo dell’autore (“radio gaga” appunto).

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E’ dedicata al periodo d’oro della radio e alla nostalgia per quello che un tempo veniva considerato un componente della famiglia a tutti gli effetti.

La canzone, lunga oltre 5 minuti, raggiunse la posizione numero due nella hit-parade inglese  ed è il primo singolo dei Queen che va in testa alle classifiche in Italia. La conseguenza saranno successivamente la partecipazione come ospiti al Festival di Sanremo (a febbraio, proprio con Radio Ga Ga) e i due concerti (rispettivamente primo e ultimo dei Queen con Freddie Mercury in Italia) a Milano nel settembre (14 e 15) dello stesso anno per il The Works Tour europeo.

Celebre è l’esecuzione effettuata al Live Aid quando Freddie Mercury eseguì il testo sul ritmo delle mani battute da tutto lo stadio di Wembley, cosa che si ripeterà per tutti i successivi concerti della Band fino ad oggi.

La canzone ha addirittura ispirato il nome d’arte di una cantante in voga in questo periodo: Lady Gaga :) .

We will rock you

E’ uno dei più celebri brani dei Queen. Fu scritta da Brian May e pubblicata come brano d’apertura dell’album del 1977 News of the World.

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In principio nasceva come brano hard rock, poi un giorno provandola in studio Roger Taylor si mise a canticchiarla battendo le mani nella maniera che tutti conosciamo, così venne fuori una sorta di inno. Il battito dei piedi fu registrato in una vecchia chiesa, con un pavimento ad assi di legno.
La versione originale è comunque stata proposta dai Queen dal vivo soprattutto come apertura dei concerti e fino al 1982.

Di questo brano storico sono state realizzate decine di cover e rielaborazioni. Fra le altre cover celebri si possono citare quella di Robbie Williams…

Alla prossima :)

Don’t stop me now

Don’t stop me now fa parte dell’album Jazz del 1978.

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La canzone è stata scritta da Freddie Mercury, ed è stata registrata tra l’agosto e il settembre del 1978 a Nizza, in Francia.
Ne 2005 il brano è stato anche votato come “The Greatest Driving Song Ever” dagli spettatori del programma televisivo Top Gear della BBC.

Stay tuned ;)

Another One Bites The Dust

Another one bites the dust,  tratto dall’album The Game del 1980.

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La canzone è stata scritta da John Deacon, il bassista, ed è stata registrata a Monaco negli Studi Musicland con l’aiuto del produttore Reinhold Mack.

Al prossimo successo… :)

We are the champions

Scritta da Freddie Mercury nel 1977 e originariamente pubblicato nell’album News of the World.

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È una delle canzoni rock più celebri di tutti i tempi, e certamente una delle più rappresentative dei Queen, che la usarono come encore finale di moltissimi dei loro concerti. Per la melodia trionfale, e per il testo del ritornello (“Siamo i campioni – siamo i campioni del mondo”), We Are the Champions viene spesso usata come colonna sonora per celebrare vittorie sportive; in particolare è suonata per celebrare i vincitori della UEFA Champions League e della Coppa del Mondo di calcio. Nel 2008 la canzone è stata inclusa nella Grammy Hall Of Fame.

Ecco il video :)

Per gli altri grandi successi visitate il blog durante il pomeriggio… Ne vedrete tanti ;)

I Queen… la più grande band del pianeta

I Queen sono uno dei più importanti gruppi rock della storia della musica.

532px-Logo_QueenSi formarono nel 1970, dopo che Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara), cantante e pianista del gruppo Sour Milk Sea, si era unito agli Smile, rimasti in due (Brian May e Roger Taylor) dopo l’abbandono del cantante e bassista Tim Staffell. Subito dopo la sua entrata nel gruppo, Mercury propose di cambiare il nome della band in Queen. Nel 1971, dopo aver provato nelle prime esibizioni alcuni bassisti, la band decise di assumere definitivamente John Deacon.

Il loro nome equivale all’appellativo inglese per Regina.

« Ho pensato al nome “Queen”. È solo un nome, ma è molto regale ovviamente, e suona benissimo. È un nome forte, molto universale e immediato. Ha molte potenziali visuali ed è aperto a tutti i tipi di interpretazioni. »
(Freddie Mercury)

Lo stemma della band (disegnato da Mercury) include i segni zodiacali dei quattro componenti, sovrastati da un’araba fenice, uccello mitologico conosciuto per la capacità di ritornare in vita dalle sue stesse ceneri, scelta in segno di immortalità e speranza. Il logo è composto da due leoni (Roger Taylor e John Deacon) a presidiare la corona della regina al centro di una “Q” (Queen, appunto), un granchio per il segno del cancro (Brian May) e due fate che rappresentano la vergine (Freddie Mercury).

Il gruppo fu molto popolare soprattutto negli anni settanta ed ottanta. Nonostante la morte del frontman Freddie Mercury il 24 novembre 1991, ancora oggi mantengono un grande seguito sia fra le vecchie che fra le nuove generazioni.

Freddie Mercury era il personaggio più noto del gruppo, sia per via del ruolo di leader sia per le proprie straordinarie capacità vocali: un’estensione pari a ben tre ottave senza l’uso del falsetto.
Tra i brani scritti da Mercury si ricordano We Are the Champions, Bohemian Rhapsody (proclamata più volte da critici e da sondaggi popolari la migliore canzone di sempre), Somebody to Love. Degli altri membri della band sono molto citati anche Radio Ga Ga di Roger Taylor, We Will Rock You e Who Wants to Live Forever di Brian May, e Another One Bites the Dust e I Want to Break Free di John Deacon. In quasi tutti gli album pubblicati, tranne nei primissimi, era presente almeno un brano scritto da ogni componente del gruppo.

I più grandi successi? Non veli dico… :P

Stay tuned :D

Promessi sposi Mini musical

Il musical più corto mai realizzato. Dura solo 10 minuti.
Qual’è la storia? I Promessi Sposi.

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Si! Proprio il romanzo di Manzoni tanto odiato dagli studenti per la sua lunghezza, è ora il mini-musical per eccellenza.

La storia è stata notevolmente alleggerita e attualizzata grazie alle canzoni di Vasco Rossi, Umberto Tozzi e Mina.
I Bravi si presentano reinterpretando «Brava» di Mina. Don Abbondio si rifugia dalla Perpetua: «C’ho un attimo di aritmia, c’è un pazzo criminale che ce l’ha con me». E lei risponde sulle note di «Un senso» di Vasco Rossi.

I creatori del musical sono gli Oblivion. Dal loro sito si può leggere questo: «Qualche anno fa ci definivamo “un gruppo di giovani artisti”. Ora siamo un po’ meno giovani. Speriamo almeno di essere un po’ più artisti. Veniamo tutti da esperienze diverse: c’è un mimo-sputafuoco, una urlatrice emiliana, un musicista medievale, una rockstar anni ‘80, una ballerina di tip tap… volendo potremmo aprire un circo».

In sole tre settimane il musical, caricato su youtube ha ottenuto più di 10mila visite. I commenti al video tutti più che positivi.
Hanno commentato anche diversi studenti molto contenti e divertiti dall’iniziativa definendola un ottimo modo per ripassare prima di una interrogazione.

Senza dubbio l’idea è molto molto carina ed è soprattutto un ottimo modo per invogliare gli studenti a conoscere meglio questo splendido ma lungo romanzo :)

Ed ecco il mini-musical in questione :)

Che ne pensate? Attendo risposte eh ;)

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