Tool – Eulogy

He had alot to say.
He had alot of nothing to say.
We’ll miss him.
I’ll miss him.

He had alot to say.
He had alot of nothing to say.
We’ll miss him.
I’ll miss him.
We’re gonna miss him
We’re gonna miss him

So long.
We wish you well.
You told us how you weren’t afraid to die.
Well then, so long.
Don’t cry.
Or feel too down.
Not all martyrs see divinity.
But at least you tried.

Standing above the crowd,
He had a voice that was strong and loud.
We’ll miss him.
We’ll miss him.

Ranting and pointing his finger
At everything but his heart.
We’ll miss him.
We’ll miss him.
We’re gonna miss him.
We’re gonna miss him.

No way to recall
What it was that you had said to me,
Like I care at all.

But you were so loud.
You sure could yell.
You took a stand on every little thing
And so loud.

You could be the one who saves me from my own existance.

“I’m too smart when you’re invisible by the bone and the symbol on you. So he bashes his skull through the window while over looking the sea. Twilight amber ego. We were amused by this”

Standing above the crowd,
He had a voice that was strong and loud and I
Swallowed his facade cuz I’m so
Eager to identify with
Someone above the ground,
Someone who seemed to feel the same,
Someone prepared to lead the way, and
Someone who would die for me.

Will you? Will you now?
Would you die for me?
Don’t you fuckin lie.

Don’t you step out of line.
Don’t you step out of line.
Don’t you step out of line.
Don’t you fuckin lie.

You’ve claimed all this time that you would die for me.
Why then are you so surprised when you hear your own
eulogy?

He had alot to say.
He had alot of nothing to say.
He had alot to say.
He had alot of nothing to say.

Come down.
get off your fuckin cross.
We need the fuckin space to nail the next fool martyr.

To ascend you must die.
You must be crucified
For our sins and our lies.
Goodbye!!!

Scusate l’assenza…

Salve a tutti…
Devo scusarmi per questa lunghissima assenza ma tra lavoro e università non ho avuto molto tempo.
Lo so può sembrare una scusa ma sono veramente agli sgoccioli, restano due esami e una tesi tutto entro febbraio, e poi l’università non sarà più un problema ^_^

In tutto questo tempo che non ho aggiornato il blog ho avuto modo di ascoltare diversi gruppi musicali italiani e stranieri che a mio avviso sono veramente degni di nota. Sto parlando dei MINISTRI e dei TOOLS.

I primi sono una rock band italiana nata a Milano nel 2003, gli altri invece sono un gruppo alternative metal formato nel 1990 a Los Angeles, California.

Per adesso vi posto un video ciascuno, poi domani approfondirò la storia dei gruppi 🙂

Ministri – Tempi Bui (Tratta dall’omonimo album del 2009)

(Come al solito serve un doppio click per vederlo da Youtube..)

Tool – Vicarious (Tratta dall’album 10000 Days del 2006)

Buona visione e a domani 🙂

P.S.

Un grandissimo grazie a Carlo, un amico molto speciale che mi ha fatto conoscere questi due splendidi gruppi 🙂

Video musicali animati

In questi giorni parlerò di meno ma vi farò vedere più cose 🙂
Ho deciso infatti di dedicare qualche giorno e qualche post a video musicali animati; i video a cartoni animati insomma :).

Oggi iniziamo con un video dei Moonspell, un gruppo black metal portoghese.
La canzone è Luna.

Iron Maiden

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Gli Iron Maiden sono considerati una delle colonne portanti dell’heavy metal, genere in cui hanno giocato il ruolo di ispiratori contribuendo alla nascita di alcuni suoi sottogeneri.
Ma vediamo un po la loro lunghissima storia…

Sono un gruppo heavy metal nato a Leyton, Londra nel 1975 grazie al bassista del gruppo, Steve Harris.
La formazione iniziale fu costituita da Harris al basso, Dave Sullivan e Terry Rance alle chitarre, Paul Day alla voce e Ron “Rebel” Matthews alla batteria.
Il loro primo concerto si tenne nel 1975 al Cart and Horses, un pub di Stratford; in quella occasione venne suonato per la prima volta dal vivo il brano Iron Maiden.
Verso la fine dell’anno Sullivan venne sostituito da Dave Murray proveniente dagli Evil Ways, un gruppo della scuola di Hackney in cui suonava anche Adrian Smith. Murray ed il fondatore della band saranno gli unici membri fissi nell’intero arco della carriera del gruppo.
Pur presentando uno stile musicale che si ispira, in parte, al punk, gli Iron Maiden si proposero fin da subito alternativi a gruppi come Sex Pistols e Clash, che allora dominavano le classifiche musicali. Nel clima musicale di quel periodo il genere dominante era il British punk; gli Iron Maiden infatti ebbero parecchi problemi d’inserimento in quanto facevano un genere molto diverso, ma non mancarono fortunatamente le occasioni per farsi notare. La prima fu al Ruskin Arms, uno dei pochi locali londinesi che proponeva musica dal vivo hard rock e heavy metal.
Oltre alla musica, la band cura molto anche la propria scenografia, in quanto i loro concerti sono spesso accompagnati da effetti pirotecnici (in genere prodotti dagli stessi membri del gruppo). In questo periodo, fece una delle prime comparse “Edward the Head”, una creatura dalle sembianze mostruose, in seguito conosciuta come “Eddie”, che sarebbe diventata la loro mascotte ufficiale.

killers2Edward The Head, poi abbreviato in Eddie T. H. è nato come semplice maschera kabuki, che doveva servire da “ornamento” del palco su cui si sarebbe esibita la band. Ha finito ben presto per ingigantirsi seguendo il progressivo ingrandimento dei palchi su cui il gruppo si esibiva, fino alla nascita del cosiddetto “walking Eddie”, ovvero una mastodontica versione tridimensionale e semovente del pupazzo, accompagnata da sempre più elaborate scenografie.

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Dopo numerosi cambi di formazione, il gruppo trovò una certa stabilità con l’ingresso del cantante Paul Di’Anno e di Doug Sampson alla batteria nel dicembre del 1978.
Questa formazione diede vita al primo demo degli Iron Maiden, intitolato The Soundhouse Tapes. La prima tiratura di 5.000 copie del prodotto viene venduta per corrispondenza e va a ruba nel giro di poco tempo e venne presentato a Neal Kay, famoso dj heavy metal britannico, che inizialmente sembrò snobbare il lavoro della band senza averlo nemmeno ascoltato ma, infine, decise di portarsi la loro audiocassetta a casa. Ascoltandola, rimase stupefatto dalle potenzialità della giovane band, e così decise di trasmettere il demo nella sua radio.

Con la nuova formazione viene pubblicato, il 14 aprile 1980, l’omonimo album d’esordio del gruppo, Iron Maiden, che consegue un ragguardevole successo raggiungendo la posizione #4 delle classifiche britanniche, grazie a brani come Prowler, Running Free, Phantom of the Opera ed Iron Maiden.
Gli Iron Maiden partono dunque per il loro primo tour ufficiale, che entusiasma molto le folle, stupefatte dalle loro prestazioni sia musicali che sceniche.
Dopo il tour, Stratton lascia il gruppo per divergenze musicali con gli altri membri. Nella band entra così Adrian Smith, amico d’infanzia di Dave Murray. L’8 novembre esce il singolo Women in Uniform sulla cui copertina compare nuovamente la Thatcher, questa volta armata di mitra e nascosta dietro ad un muro in attesa di vendicarsi di Eddie che passeggia ignaro a braccetto con due prostitute.

women_uniformAllontanato Di’Anno, gli Iron Maiden si mettono al lavoro per trovare un nuovo cantante. Nel 1981 il gruppo, al Reading Festival, assiste all’esibizione di una band di nome Samson che sta riscuotendo un gran successo ed un’ottima partecipazione di pubblico grazie anche al lavoro svolto dal vocalist Bruce Dickinson. Gli Iron Maiden decidono allora di ingaggiare proprio questo cantante che, a poche settimane di distanza dal festival, entra definitivamente nel gruppo. La band entra in studio di registrazione nel 1982, e dopo pochi mesi esce il terzo album, The Number of the Beast, preceduto dal primo singolo Run to the Hills.

Il disco presenta elementi sonori rinnovati rispetto ai due precedenti album ed è caratterizzato da un sound nuovo ed arricchito, ancora più vario dei precedenti, grazie alle notevoli capacità vocali di Bruce. Questo album è a tutt’oggi ritenuto tra i più importanti tra quelli prodotti in ambito metal e tra i più influenti per le future leve di questo genere.

Dopo anni di inattività spesi per dedicarsi alle rispettive famiglie, la band torna in studio di registrazione e nel 1986 fa uscire l’album Somewhere in Time,

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disco che evidenzia un’evoluzione musicale per il gruppo. La moda del periodo, infatti, che prevede un largo utilizzo di suoni sintetizzati e di cui fanno largo uso anche importanti artisti heavy metal come Ozzy Osbourne, Judas Priest e KISS, contagia anche gli Iron Maiden che affiancano per la prima volta tali suoni alle chitarre ed al basso, mantenendo comunque uno stile sempre duro e gli stilemi progressive adottati nelle loro ultime produzioni.

Dopo un periodo in cui il gruppo sembra aver trovato solidità nell’organico, Adrian Smith annuncia la sua uscita dalla band per intraprendere una nuova carriera solista. Al suo posto viene ingaggiato Janick Gers.
Con la nuova formazione, gli Iron Maiden incidono un altro album nel 1990, intitolato No Prayer for the Dying. Il disco segna l’abbandono del sound sintetizzato, con un ritorno allo stile più ruvido degli esordi. Nonostante il numero di vendite sufficiente, il gruppo è accusato da critici e fans di aver perso di spessore, vena creativa e tecnica rispetto alle uscite precedenti.
L’album seguente, intitolato Fear of the Dark, esce nel 1992. Anche questa pubblicazione riceve qualche critica per le stesse ragioni di No Prayer for the Dying, ma si rivela comunque più valida della precedente in termini di popolarità e di vendite, raggiungendo il 2° posto nelle charts inglesi, grazie anche alla famosa traccia omonima.

Negli anni successivi gli Iron Maiden devono fronteggiare un altro cambio di formazione dovuta all’abbandono di Dickinson. La band si rimette così in cerca di un cantante. Le audizioni puntano, per volere di Harris, a scartare immediatamente i cantanti non inglesi e fra i cantanti bocciati è annoverato, tra gli altri, lo scozzese Doogie White. Alla fine il prescelto è Blaze Bayley, dalla voce profondamente diversa da quella di Bruce Dickinson, per tonalità molto più basse e meno incisive.

Con il nuovo vocalist vengono pubblicati diversi lavori, come “The X Factor” e “Best of the Beast”. Vengono organizzatori diversi tour che non riscossero molto successo in quanto evidenziarono i diversi stili di Bayley rispetto Dickinson. Al ritorno dall’ultimo tour, Bayley esce dagli Iron Maiden, per cause mai rese ufficiali. Il cantante indica la Sanctuary Records come responsabile della rottura del suo sodalizio artistico con la band. Il cantante disse che le cause furono le pressioni esercitate dalla Sanctuary, assieme al management del gruppo, su Harris per mandarlo via. Nonostante qualche tensione avuta in passato con gli altri componenti, Bayley ha dichiarato di essere in buoni rapporti con gli Iron Maiden e ha definito Harris una persona onesta.
Dopo la sua defezione, iniziano a circolare alcuni voci circa un possibile ritorno di Bruce Dickinson, caratterizzate da un susseguirsi di smentite e conferme. Nel 1999, dopo circa un anno, i media annunciano il ritorno di Dickinson nel gruppo e l’aggiunta inaspettata di Adrian Smith, che nel frattempo aveva collaborato al progetto solista dello stesso Dickinson. Con il ritorno dello storico vocalist e di Smith, gli Iron Maiden divengono così un sestetto composto da tre chitarre.

Nel 2003 viene pubblicato un nuovo album, Dance of Death che si presenta con un sound più elaborato del precedente, carico di venature rock & roll. I pezzi mantengono comunque una certa varietà, come rilevabile dalla stessa title-track Dance of Death, una “danza della morte” che, nei suoi 8 minuti di durata, sfoggia passaggi piuttosto arditi e cambi di tempo serrati che non venivano più proposti dal gruppo sin dagli anni degli esordi.

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Il Dance Of Death World Tour si dimostra superiore, in termini di successo, del precedente e in molte tappe fu registrato il tutto esaurito. Dal concerto tenuto alla Westfallenhalle Arena di Dortmund, Germania, il 24 novembre 2003, viene anche tratto un altro live (doppio CD e doppio DVD), chiamato Death on the Road, uscito nell’agosto 2005. Il tour tocca anche l’Italia con le due date di Milano e Firenze.

Nel 2005, per festeggiare i 25 anni dal primo album e i 30 dalla loro formazione, ripropongono il singolo Run to the Hills, contenente anche alcuni pezzi suonati nel concerto alla Brixton Academy del 2002 (il ricavato è devoluto in beneficenza a Clive Burr e alle associazioni per la ricerca sulla sclerosi multipla).Il ritorno di Smith e Dickinson permette di recuperare l’attenzione dei fans delusi dall’era Bayley. Per questo motivo la band , intendendo celebrare il ritorno alla vecchia formazione, dà il via ad un tour (insolitamente breve) di riconciliazione col pubblico, The Ed Hunter Tour, durante il quale i sei si ritrovano a suonare brani di vecchia data come Aces High, Phantom of the Opera, Powerslave e Wasted Years, scelte personalmente dai fan mediante una votazione.

Questa è la storia degli Iron Maiden…
Voglio concludere questo post con un pezzo tratto da un live degli Iron Maiden del 2001.
La canzone in questione è “Fear f the Dark”.

Buona visione 😉

System of a Down

Tutti.. o almeno la maggior parte, hanno avuto un periodo Metal nella propria vita…
Chi durante l’adolescenza, chi fin da piccolo trasportato magari da fratelli/sorelle più grandi….
Di conseguenza, la maggior parte delle persone avranno ascoltato, amato, consumato, masterizzato più volte, il cd contente uno dei più bei brani presenti in una playlist metal…. L’album di cui sto parlando è Toxicity!

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La canzone a cui mi riferisco in maniera particolare è la track nr. 6, l’indimenticabile Chop Suey!

Suuuu non ditemi che non ve la ricordate!! Non ci credo proprio!!
Io personalmente ho lettaralmente incenerito quel cd a furia di ascoltarlo… e tutt’ora come la sento nel mio ipod ho una voglia irrefrenabile di cantarla a squarcia gola, parola per parola… (spesso lo faccio…! dovreste vedere le facce dei passanti XD)

Non posso non condividerla… 😀

Ecco il testo….

Ed ecco il video di Chop Suey live at Rock IM Park nel 2002 *__*


Buona visione 😉

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